
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, questa mattina è intervenuto, presso l'Auditorium Seraphicum di Roma, all'evento "Cyber Generation", promosso nell'ambito del mese europeo della cybersicurezza.
Al centro della giornata la cerimonia di consegna delle borse di studio ACN - Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per il biennio 2024–2026.
Di seguito il testo dell'intervento del Sottosegretario Mantovano.
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Grazie a tutti voi, grazie agli organizzatori di questo evento: un'iniziativa che ritengo di grande peso, di grande respiro, perché affronta un paio di paradossi del nostro sistema nazionale.
Il primo è questo: l'Italia ha una tradizione al tempo stesso di grande competenza tecnica e di grande profondità umanistica. Tra le epoche della nostra storia che più apprezziamo vi è il Rinascimento, un'epoca in cui troviamo grandi figure di scienziati che erano anche dei grandi umanisti. Il paradosso è che, nonostante questa tradizione, negli ultimi decenni vi è stata una sorta di scissione tra queste due sfere di competenza, per cui si è affermata l'idea che chi non riusciva ad andare al liceo fosse destinato a un istituto tecnico. E questo è stato un modo di pensare profondamente sbagliato, perché ha considerato l'istituto tecnico come una sorta di area residuale e non come una realtà di formazione con una propria specificità, che risponde a vocazioni altrettanto specifiche.
Il secondo paradosso è che nella storia italiana ci sono imprese che hanno dimostrato capacità di innovazione, capacità di inventiva, e questa tradizione non è scomparsa nel nostro sistema, ma incontra delle difficoltà nel reperire profili adeguati alle caratteristiche delle nostre aziende. Non che manchino i profili, ma non sempre domanda e offerta di profili adeguati si incrociano, e questo non soltanto priva le aziende delle professionalità che cercano, ma troppo spesso costringe i più giovani a cercare sbocchi lavorativi fuori dai confini nazionali.
Che cosa significa tutto questo con riferimento alla giornata di oggi? Significa che questa iniziativa meritoria, per la quale ringrazio il Direttore e tutti i suoi collaboratori, non è la pietra filosofale, non è la chiave di volta che permetterà di invertire queste tendenze e di rompere questi paradossi, ma è un segnale. È il segnale di un'attenzione da parte non soltanto di ACN, ma dell'intero Governo, di cui ACN rappresenta un'articolazione, nei confronti degli istituti tecnici, nei confronti delle professionalità che esprimono, nei confronti dei giovani che meritano.
Un'espressione spesso adoperata in tempi recenti è proprio quella di "scuola dei talenti", cioè far emergere ciò che vale realmente e che può essere immesso nel mondo del lavoro. Un mondo del lavoro che oggi affronta delle sfide cruciali. La sfida della cybersecurity interpella in primo luogo il Governo, per il tipo diversificato di minacce che attraverso i meccanismi cyber colpiscono la nostra vita quotidiana. Pensate a cosa può significare una sala operatoria che si blocca improvvisamente perché un attacco hacker si è inserito in quel sistema: è uno dei tanti esempi concretamente realizzatisi negli ultimi anni.
Questo tipo di minacce, questa emergenza del momento, richiede delle professionalità adeguate; quindi il ruolo degli ITS è un ruolo importantissimo non soltanto per il sistema delle aziende, ma anche e soprattutto per le istituzioni pubbliche che sono maggiormente impegnate su questo fronte.
Ringrazio quindi tutti voi, in particolare i giovani che si sono impegnati per ottenere queste borse di studio, il che significa che sacrificio e merito non sono parole desuete, ma possono incontrare delle risposte tangibili anche nella proiezione del percorso personale futuro. Credo che tutto questo possa e debba costituire un esempio non soltanto simbolico per altre istituzioni, perché i due paradossi di cui ho parlato possano essere dissolti e superati, e perché ci possa essere un incrocio sempre più stretto tra i vostri talenti e le esigenze della vita nazionale, che sono sempre più complesse, ma sempre più sfidanti e quindi sempre più entusiasmanti.
Grazie a voi.